Agricola Lusia, l’innovazione si fa anche con le Università

L’AZIENDA VENETA  È UN CASE STUDY: È PRONTA A LANCIARE SUL MERCATO DEL FRESCO UN NUOVO PRODOTTO PER AUMENTARE I CONSUMI DI AGRUMI GRAZIE A UNA TECNOLOGIA BASATA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE. “COINVOLTI 3 ATENEI, 6 ANNI DI LAVORO, TESTATI SCIENTIFICAMENTE 5 MILA FRUTTI”

Agricola Lusia è pronta a lanciare un innovativo prodotto del fresco per aumentare i consumi di agrumi. La soluzione, che è stata testata in vendita per due anni, è ancora top secret, ma la ricerca a monte è imponente. “Dopo 6 anni di intenso lavoro di oltre 30 persone, 4 progetti con esperti di 3 diversi Atenei, circa 5 mila frutti minuziosamente e scientificamente analizzati, siamo arrivati a definire un indice nuovo, unico e verificabile.  Tutto ciò attraverso una nuova tecnologia che utilizza un sistema di intelligenza artificiale, per cui abbiamo già presentato la richiesta di brevetto” annuncia Daniele Campagnaro, titolare di Agricola Lusia.

COINVOLTO IL MONDO ACCADEMICO IN UN PROGETTO INNOVATIVO DI CATEGORY

L’azienda agricola veneta è un case study. L’obiettivo, portare innovazione nell’ortofrutta, e principalmente nella categoria agrumi, non si è realizzato attraverso il canale tradizionale dell’innovazione varietale, di competenza di case sementiere e vivaisti. Ma coinvolgendo il mondo accademico, in un progetto innovativo di category. Il primo step è stato inserire una figura manageriale fuori dal settore specifico, Nicola Modica.  “Il primo passo è stato capire le esigenze latenti dei consumatori e i driver di vendita” sottolinea.

Il percorso è iniziato con una specifica attività formativa svolta da Roberto Della Casa, professore presso la Scuola di Economia e Management dell’Università di Bologna, punto di rifermento nel mondo dell’ortofrutta. Successivamente si sono testati sul campo alcuni spunti emersi, aderendo ad Active Learning Lab Agrifood coordinato dal professor Vladi Finotto del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Grazie a questo progetto 40 studenti selezionati, provenienti dalle aree disciplinari più diverse, si sono sfidati in due team di lavoro, utilizzando strumenti innovativi come il Design Thinking e il Business Model Canvass. Quindi è stata interpellata La Fondazione Ca’ Foscari di Venezia che ha messo in contatto con un team di ricercatori accademici, coordinati dal professor Alvise Benedetti del Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi.

ALLA BASE DELLA RICERCA C’È IL RIFERIMENTO, VALIDATO SCIENTIFICAMENTE, A UNA PARAMETRO SPECIFICO IN BASE A VARIETÀ, ORIGINE E GRADO DI MATURAZIONE DEL FRUTTO

Con un team di ricercatori accademici coordinati dal professor Alvise Benedetti del Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi, dell’Università Ca’ Foscari abbiamo cercato di capire se ci fosse già qualcosa nella letteratura italiana o internazionale, che potesse soddisfare le nostre esigenze. Il risultato della ricerca ci rivelò che non esisteva nessun indicatore univoco e riconosciuto, ma soprattutto che fosse sostenibile dal punto di vista commerciale e che potesse garantire la nostra promessa. Cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno, ci convincemmo che potevamo comunque provare a elaborarne uno noi e quindi a costruire una nuova strada.

“La decisione non è stata facile – interviene Daniele Campagnaro – perchè si trattava di far partire un progetto di ricerca lungo, complesso, costoso e che non garantiva un risultato certo; ma abbiamo deciso di accettare comunque la sfida!”

Nei successivi 2 anni, un team di oltre dieci persone, tra cui il professor Carlo Gaetan del Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica ed il professor Pietro Riello del Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi ha lavorato alla definizione di un parametro che potesse garantire scientificamente la promessa che volevamo fare ai nostri clienti ed il risultato è stato ampiamente positivo tanto che si è riusciti a modulare questo parametro in base alla varietà, origine e grado di maturazione del frutto, moltiplicando la complessità e la durata della nostra ricerca. Infine, si sarebbero aggiunte complicazioni all’industrializzazione del progetto in quando sarebbe stato necessario un controllo di ogni singolo frutto.

Questa selezione avrebbe quindi impattato non solo sull’aspetto economico del progetto, ma anche sull’operatività e sui flussi produttivi già di per se complessi per un’azienda fortemente orientata al cliente come la nostra. Per affrontare questo problema ci siamo rivolti ancora al mondo accademico, questa volta all’Università degli Studi di Padova, dipartimento di Ingegneria Gestionale, nello specifico all’esperienza di Alessandro Persona, professore di Tecnica e Gestione dei Sistemi Industriali, che nei successivi sei mesi ha studiato attentamente i flussi logistici esistenti ed ottimizzato l’operatività di tutti i processi di confezionamento e movimentazione anche alla luce delle nuove ed aumentate attività derivanti da un’eventuale implementazione di questo progetto.

Ed eccoci qui, chiude orgoglioso Daniele Campagnaro, dopo 6 anni di intenso lavoro di oltre 30 persone, 4 progetti con esperti di 3 diversi Atenei, circa 5.000 frutti minuziosamente e scientificamente analizzati siamo arrivati a definire

UN INDICE NUOVO, UNICO E VERIFICABILE.

Tutto ciò, attraverso una nuova tecnologia che utilizza un sistema di intelligenza artificiale, per cui abbiamo già presentato la richiesta di brevetto, che riesce a giustificare tecnicamente la promessa alla base del nostro nuovo prodotto. La soluzione è stata poi testata in vendita per due anni, con soddisfacenti risultati.

Abbiamo quindi costruito la strada che mancava! Il prossimo passo sarà quello di chiudere il cerchio presentando questo nuovo prodotto al mercato!

Hanno parlato del progetto:

Freshpoint magazine

Italiafruit News

FreshPlaza

Friutbook magazine

Myfruit

Corriere ortofrutticolo

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